Come lo Studio sceglie i suoi accordi

Premi un pulsante e qualche secondo dopo sotto ogni battuta c’è un accordo. Questo articolo racconta che cosa succede nel mezzo: che cosa sente lo studio in una melodia, da dove prende le opzioni e perché si ferma proprio su quell’accordo. L’ordine di lavoro, invece, è in Primi passi nello Studio: dalla melodia agli accordi.

Questo articolo riguarda lo Studio sul computer. Dal telefono il sito apre l’app, che funziona in modo diverso e avrà un articolo a parte.

Prima la scala, e su tutta la frase

La prima cosa che fa lo studio è determinare la scala: di quali note è fatta la tua melodia e dove sta il loro centro.

L’importante è che guarda le battute vicine insieme, non una sola. In una battuta isolata ci sono spesso due o tre note: da lì non si ricava nessuna scala, ne calzano una dozzina. Più battute di fila formano un quadro, e in quel quadro si vede sia la scala sia il punto in cui è cambiata.

Per questo anche una battuta con una sola nota non resta senza risposta: eredita la scala della frase in cui sta.

Il risultato si vede a sinistra, nel Cerchio delle Scale. Il cerchio ha i suoi articoli: Cerchio delle scale: che cos’è e come è fatto.

Tonalità: le stesse note, due letture

Uno stesso insieme di note si può leggere in tonalità diverse: do maggiore e la minore hanno esattamente le stesse sette note, ma il centro è un altro — e anche l’armonia che ne esce.

Lo studio sceglie il centro da sé, ma lascia a te la decisione: nel blocco Tonalità si legge come ha interpretato le note, e accanto stanno le altre letture. Cambia il centro e gli accordi vengono ricalcolati per quello.

Non è «correggere un errore», è una decisione d’autore: la stessa melodia letta in minore suona diversa che in maggiore, e quale delle due sia giusta lo sai solo tu.

Da dove vengono le opzioni

Poi lo studio guarda le note d’appoggio della melodia: quelle che cadono sul tempo forte o durano più delle vicine. Sono loro che l’orecchio prende per principali, e l’accordo deve andarci d’accordo.

Per ognuna di queste note non c’è un accordo, ma un’intera famiglia: la stessa nota può essere fondamentale, terza o quinta dell’accordo — e ogni volta è un accordo diverso, con un altro umore.

Quel pannello sta in basso: scegli una nota e lo studio mostra gli accordi in cui suona, marcati R1, R2, R3. Sono proprio quei ruoli: la nota resta dov’è, l’accordo attorno cambia. I filtri sopra restringono l’elenco: solo triadi, settime, sus, seste.

Da qui viene la garanzia per cui tutto questo è costruito: la nota della melodia suona sempre dentro l’accordo, mai contro.

Come ne resta una sola

Quando i candidati sono molti, lo studio prende quello che sta meglio in questo punto di questo brano. Ci pesano:

  • i vicini — con quanta morbidezza l’accordo arriva dal precedente e porta al successivo;
  • il posto nella frase — un inizio chiede appoggio, una fine chiede chiusura;
  • il tempo della battuta — sul forte sta meglio qualcosa di stabile, sul debole ci può stare colore;
  • la scala — gli accordi della scala suonano come casa; quelli di fuori si sentono come un’uscita, e perciò sono rari e voluti.

L’esito di questa scelta si legge in ogni cella: la lettera della funzione — T (tonica, riposo), S (sottodominante, movimento) o D (dominante, tensione) — e il numero romano del grado. Lette lungo il brano, mostrano la logica: la tensione si accumula e si risolve, invece di essere sparsa a caso.

Se nelle note ci sono già accordi

Capita che l’armonia sia già scritta — hai portato un pezzo con accompagnamento, per esempio. Allora attiva Rispetta l’armonia nel pannello di destra.

Con quell’interruttore lo studio riconosce ciò che davvero suona nelle note, tiene quegli accordi e propone i suoi accanto, come alternative e non come sostituti.

Perché la seconda volta viene diversa

Genera ancora dà un’altra armonizzazione della stessa melodia, e non è un difetto. A una melodia si adatta sempre più di un’armonia, e differiscono per carattere: una più semplice e salda, l’altra con più colore.

Per questo la regola di lavoro è semplice: ascolta e scegli. Nulla viene sovrascritto, e le tue modifiche a mano sopravvivono a un nuovo giro — di più in Cambiare un accordo a mano.

Come proseguire


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